Regola numero uno: Prima paga te stesso.
on giugno 21st, 2011 at 21:04C’è una cosa che mi piace di questo blog, ho una serie di amici che discutono di cose interessanti, a volte la discussione si fa veramente intrigante.
Ti posto un commento che ho ricevuto e dopo, ti dico come la penso.
Ciao Marco, per produzione intendo qualsiasi cosa ti serva per incassare soldi (lavorare)…potrebbe essere anche studiare…(per migliorare e fare più soldi)…insomma qualsiasi cosa che porti incassi.
per un’azienda questo vorrebbe dire il reparto di produzione, cioè dove viene fatto il prododotto da vendere.
Ti dico ora la regola n 1.
Le entrate devono essere superiori alle uscite.
Si fa una lista dei costi che si ha..(intendo dire proprio tutti i costi), se noti che le uscite superano le entrate comincia a tagliare i costi. le uscite non dovrebbero superare nemmeno di un euro i tuoi guadagni.
Regola n 2.
Il pagamento per data.
Si pagano i conti e le scadenze fino ad una certa data partendo dalle scadenze più vecchie. mai pagare le bollette recenti e lasciare indietro quelle vecchie.
Esempio oggi è il 20 giugno, e hai una liquidità che ti consente di pagare poche cose già scadute…bene: paga tutti i conti fino alla data 30 aprile.
In un secondo momento, tipo il 15 di agosto paghi tutte le fatture fino al 30 giugno…piano piano cerchi di rimontare.
Ovviamente, nel caso in cui non ci sia qualcuno che ti stia minacciando di staccarti la corrente(ad esempio) ,le urgenze che minano la possibilità di produrre dovrebbero essere gestite immediatamente.
Fabri
Il concetto di Fabri, non è sbagliato, solo che appartiene ad un vecchio modo di pensare l’impresa e in generale il flusso di cassa.
Io invece, la penso in questo modo: Regola numero uno, prima paga te stesso, qualsiasi cosa accada.
Quanti saranno gli imprenditori disponibili a sudare sangue allo scopo di far quadrare i conti della propria azienda?
Bene, io abito a nord est, e posso confermare che quando ti fanno vedere imprenditori che guadagnano molto meno dei propri dipendenti, questo è vero.
La globalizzazione, la concorrenza sleale, le imposte, il governo, il brutto tempo.
Sono solo scuse.
Certo, non sto dicendo che gestire un’impresa sia una cosa facile, se fosse così, molti non ambirebbero al posto fisso ma sarebbero a loro volta imprenditori.
Credo che il motivo principale sia l’incapacità di saper gestire il flusso di cassa.
Mi spiego in parole ricche.
Mi capita spesso, per motivi di speculazione di visitare la classica azienda artigiana, sai quella composta mediamente dal titolare, la moglie che si occupa della fatturazione e sei o sette dipendenti.
La classica azienda dove si lavora, lavora, lavora e il profitto non giunge mai.
Come funziona?
Appena hai un attimo di vento in poppa, voilà, assumi altri dipendenti, acquisti altri macchinari in leasing, mutuo per allargare il capannone.
Non sempre, anzi, potremmo dire quasi mai, queste scelte avvengono dopo un’accurata deduzione o piano finanziario.
Ecco, si entra nel meccanismo maggiore della trappola del topo.
In una sorta di secondo piano, dove devi correre ancora di più per evitare che la forza centrifuga ti sbatta verso il fallimento.
Già, al piano di sotto, nella ruota più piccola, ci sono i tuoi dipendenti.
Le due ruote sono collegate da un meccanismo perverso, il primo che rallenta è fregato.
Qualche volta restano fregati entrambi.
Ah, sì, sì, hai il capannone, appena finirai di pagare il mutuo hai la tua pensione, la tua vecchiaia sarà serena.
Bravo, prova a saltare qualche versamento dell’iva, a ritardare i contributi, a sbagliare una dichiarazione dei redditi, a non accantonare le somme previdenziali dei dipendenti, o semplicemente ad ammalarti per un periodo, poi dimmi di chi è il tuo capannone e chi avrà la tua serena vecchiaia.
Allora?
l’imprenditore crede di essere libero, invece la sua produzione è interamente dedicata al pagamento di tutte le cose che ho appena elencato.
Ok, il sistema è questo, giusto o sbagliato, il piccolo imprenditore si rende conto di quello che sto dicendo quando stringe la mano per trovarsi con un pugno di mosche.
Questo è il profitto di una vita di sacrifici.
Un pugno di mosche.
Ma allora, come possiamo fare per ottenere successo dalla piccola impresa?
Usiamo le leggi.
Quelle del buon senso, in primo luogo.
Adesso ti dico come faccio io:
Pago me stesso prima tutto.
Mi reputo alla stregua di un dipendente, di una bolletta in scadenza, di una cartella esattoriale.
Se corro per pagare queste cose, non vedo perché non dovrei correre per il mio compenso.
Non mi intesto mai nulla che possa essermi pignorato.
Certo, te l’ho detto mille volte, non posseggo nemmeno una bicicletta.
Anche quella è di proprietà di una società.
Guarda che non è un trucco per eludere i tributi, ti sto solo consigliando di comportarti come fanno le grandi aziende, le banche, i grandi investitori.
Attivi da una parte, passivi dall’altra.
Tengo sempre i conti sotto controllo.
Conto economico, flussi di cassa e previsioni economiche dei prossimi dodici mesi.
Lo faccio a livello maniacale, aggiorno quotidianamente il mio conto economico e appena l’ho aggiornato, lo stampo.
Ne metto una copia in un posto accesibile solo a me.
I miei conti sono sempre sotto controllo.
Non riduco le spese, aumento le entrate.
Bada bene, riduco gli sprechi in produzione, cerco di mediare il costo di qualsiasi cosa, faccio trattative anche quando devo acquistare il pane.
Ma cerco costantemente di aumentare le entrate utilizzando una leva.
In questo modo, posso permettermi sempre di più.
Dai, coraggio, se anche tu, stai gestendo un’impresa a novanta gradi, o semplicemente vorresti uscire dalla corsa del topo di produrre ricchezza per qualcun’ altro, segui questo blog.
Avrai sempre una fonte d’ispirazione per raggiungere la libertà finanziaria.
Max.
Posso farti diventare ricco.


Max, grazie per questi post incoraggianti. Ascolta le tre tecniche che hai rivelato, una è il calicetto (anche se non l’ho capita), un’altra è la rottura della barra d’inversione e la terza?
Max io mi trovo esattamente in questa situazione, ho un piccolo ingrosso di prodotti informatici sono partito da zero e adesso dopo 5 anni di attivita’ mi ritrovo che a fine mese pago la merce pago la bolletta pago le spese fisse pago l’inps pago le tasse e non mi rimane nulla ho accumulato un debito verso i fornitori di 25 mila euro e se mi fermo un giorno vengo protestato dalle banche non so come uscirne lavoro gratis ti rendi conto sono in trappola.
GRANDI POCHE PAROLE RICCHE!
Pagarsi un buon stipendio e fare il nullatenete oggi l’impresa è mortifiata dal fisco, dall’inps, inail, ispettorato, asl, dai tributi locali, ecc.
Sembra un vacca da mungere, appena la fai crescere tutti di saltano addosso per mungerla!
perchè non essere noi il pringipale mungitore?
Gianfranco
il problema è che lo stato o chiunque voglia pignorare ti può pignorare anche le quote delle società.
cioè, se tutti i beni pignorabili sono intestati a una società, la società deve pur essere di qualcuno, quindi lo stato pignorando le quote societarie fa anche prima…è tutto li dentro…a meno che…la società non si intesti a una persona cara…ma anche lì ci sono rischi…o ad un trust..fiduciario…ma questa legislazione sta prendendo piede in italia abbastanza velocemente e ci sono gia varie sentenze dove qualche tribunale ha fatto cadere tutti i pirncipi del trust…quando si cerca di sottrarre i beni soprattutto…quindi…max….non capisco come ti regoli…le quote societarie a chi le intesti??? comunque a parte tutto mi fai morire quando dici …lo spiego in parole ricche…)))
Quello che dici è vero.
Prova pensare bene a quello che ho scritto e vedrai che tra le righe c’è una grande verità.
Sai che la mia maggior fonte di reddito deriva dal risolvere i problemi.
Ti hanno mai parlato delle società anonime inglesi o americane?
Sono di proprietà di chi detiene fisicamente il certificato.
Hmm, adoro risolvere i problemi e diventare ricco mentre lo faccio.
So benissimo che questa domanda ti è già stata posta e hai risposto che hai appreso dai grandi all’estero ma se fossi così gentile da specificare meglio i tuoi passaggi te ne saremmo tutti grati. Se non sono informazioni troppo personali e segrete…….?!
Barbara, non basterebbe la notte per specificare i miei passaggi.
Ho avuto l’opportunità di studiare con grandi nomi e anche quella di vivere senza una fissa dimora per due anni.
Quale mi ha reso di più come esperienza?
La seconda.
Sai che nel mio breve viaggio ho avuto per compagna il desiderio di rivalsa nei confronti di chi non ha creduto in me.
Un giorno, presto o tardi, entrerò nello specifico di questa storia.
Dovrai essere pronta ad ascoltarla.
Max
cazzo max! spero che tu non sia un narcisista, perchè potresti goderci troppo di suscitare curiosità incredibili. sicuramente saresti un ottimo regista! non perchè tu racconti palle, ma la tua storia è davvero avvincente. lo sai che all’inizio aspettavo con ansia i tuoi post tecnici e ora non vedo l’ora di sapere qualcosa di più sulla tua storia?
anche a me piace un sacco la frase:<>! ho iniziato ad usarla anche io.
non è comaparsa la frase. dicevo che anche a me piace un sacco la frase “te lo spiego con parole ricche” e ho iniziato ad usarla anche io.
Te lo dico con parole ricche, bene, bene, benissimo, insisti e resisti.
Devo ammettere che ho un modo di esprimermi un tantino bizzarro.
La mia storia?
Devo dirti che l’ho scritta tutta ma non ho ancora deciso se pubblicarla sul sito.
Forse non lo farò mai.
Vado a toccare tasti che sono ancora molto dolorosi per me.
L’infanzia, la povertà, le eccessive privazioni, la fame, la mia prima ricchezza, ancora la povertà e l’eccessiva mancanza di mezzi, ancora la ricchezza e gli incontri che hanno cambiato la mia vita.
Il trasmettitore quantico, il sasso della gratitudine, il vecchio trader, l’incontro con il barbone alla stazione di Bologna quella notte che cercavo un posto per dormire. La banconota da 100 euro. Le quattro parole.
Non so se sarebbero cose interessanti per i lettori di questo blog.
Mentre sono certo del mio dolore.
Intanto, nei prossimi giorni, inizierò a presentare le persone che con me lavorano al blog e nella vita di tutti i giorni.
Il primo, sarà Andrea, il mio socio.
Avvocato, esperto di diritto immobiliare ed investitore di successo.
Poi, un poco per volta, tutti gli altri.
Azz.. sono le quattro del mattino.
Ecco, tra poco un’altra alba, senza che sia riuscito a dormire almeno un’ora.
Dai, tra poco porto fuori i cani.
ma come fai a dormire così poco?! ti rovini la salute. a proposito, come va il tuo piede?
a me la tua storia interesserebbe molto. se in fondo l’hai già scritta ti basta fare un copia incolla senza rivivere il dolore.
inoltre il dolore va accettato. capisco possa essere ancora forte. parlo per la mia esperienza ma quando il dolore emotivo è ancora forte spesso ricado nell’errore, poichè evito di guardare l’errore che mi fa così male e non riesco a imparare bene da esso. invece quando l’ho interiorizzato e ne posso parlare senza lproblemi, bhè è lì che imparo davvero la lezione. ovviamente non siamo tutti uguali, però mi darai atto che la curiosità l’hai suscitata tu parlando del tuo passato, quindi potresti anche colmarla!
Il piede va ancora malino, sembra proprio un cotechino Vismara.
Dormo poco da sempre.
A volte non dormo per giorni interi.
Max sono d’accordo sul “prima paga te stesso”…e tagliare gli sprechi..cioè quei costi che non producono nulla.
eppure secomdo me ci sono tante persone che si chiedono :
io ho 1000 e invece le bollette e fatture scadute sono 2000. con quale criterio effettuo i pagamenti?
potrebbe essere una buona regola
1 PRIMA PAGA TE STESSO
2 EFFETTUA I PAGAMENTE PER DATA
Fabri
Max sono d’accordo sul “prima paga te stesso”…e tagliare gli sprechi..cioè quei costi che non producono nulla.
eppure secondo me ci sono tante persone che si chiedono :
io ho 1000 e invece le bollette e fatture scadute sono 2000. con quale criterio effettuo i pagamenti?
potrebbe essere una buona regola
1 PRIMA PAGA TE STESSO
2 EFFETTUA I PAGAMENTI PER DATA
Fabri
Ho scritto questa cosa perchè mi è capitato di andare in rosso. Questo è un sito di trandg online, non tutti sanno però che per arrivare al successo occorre avere -come dici tu Max – i conti sotto controllo. Nel mio caso avevo delle buone rendite automatiche che percepisco tutt’ora (diritti d’autore) ma anche una mole non indifferente di impegni finanziari ..per cominciare a vedere la luce ho dovuto insistere e resistere…ho considerato che i soldi che avevo perso inizialmente nel trading erano costi di avviamento, apprendiomento ecc… non mi sono mai arreso. Poi sono venuto in questo sito, ho trovato l’informazione essenziale che mi serviva, quella che mi ha sbloccato del tutto.
Per cui ora sono qui a raccontare la mia esperienza e dire semplicemente: tenete il conto economico sotto controllo e cercate di aumentare le entrate con il vostro trading usando le tecniche di Max.
Con impegno e serietà tutto può accadere, basta volerlo.
Buon trading a tutti.
Fabri
gli stati che autorizzano le società anonime sono inseriti nella “black list” italiana, e ci sono venti che portano alla abolizione di tali società, come recentemente la rep. di san marino, che sta facendo di tutto per essere cancellata dalla black list, ha abolito le società anonime trasformandole in automatico in società con azioni nominative; il problema è che se altri stati seguissero questa strada….ci si puo ritrovare tutto di un colpo con il tuo nome scoperto…giusto max???
a mio parere l’unica certezza oggi di “azioni al portatore”trasferibili in tutto il mondo e convertibili in denaro in qualsiasi momento è comprare ORO FISICO….e custodirlo in caveaux privati esterni al sistema bancario..o meglio ancora sotto il mattone…
Certo, sai che il trading termina alla sera con la chiusura delle mie operazioni.
Mi ritrovo sempre sempre liquido tra un giorno e l’altro.
I proventi del mio conto, ogni inizio mese, li investo in metalli preziosi.
A prescindere dalla loro quotazione.
Il metallo lo detengo fisicamente e lo custodisco in piri piri,popopo.
Azz.. un attacco improvviso di gurite.
e se te lo fottono? sei assicurato?
e poi se è a nome tuo non possono sequestrarti anche quello?e se non è a nome tuo non è possibile che qualcuno se ne impossessi e tu non puoi reclamarlo?
Ma dai, mica si tiene sotto il materasso.
Esistono delle società di vigilanza con propri caveau, dove ti assicurano l’intero importo di metallo prezioso depositato.
Queste società, sono, a differenza delle banche, accessibili a qualsiasi ora del giorno e della notte.
porca vacca! io avrei paura che un dipendente sparisca con la cassa! cmq interessante come protezione del denaro. è proprio vero che una volta che hai fatto i soldi devi proteggerli!
Max, io sono nel mondo della Gioielleria, Oro e Diamanti sono il mio pane quotidiano e ho creato anche un marchio di Gioielli.
Quando ti serve un consiglio, un aiuto o una valutazione chiedi pure, ricambio il tuo aiuto volentieri così!
Ciao Max,
Grazie.Grazie.Grazie e ancora Grazie.
Il post avresti potuto chiamarlo “Gestione Aziendale Made Simple”
Le aziende sono il campo che conosco meglio rispetto a tutti gli argomenti che tratti sul blog. E speravo che tu iniziassi a parlarne al piu presto. Sono sicuro che qui avrai degli insegnamenti preziosi da darci, come proprio questo post.
Sei troppo potente, ed hai un mare di conoscenze. Ma il tuo lato umano deve essere qualcosa di veramente infinito.
Non ti nego che a volte mi sento uno sciacallo a ricevere queste tue informazioni, sapendo che sono nate da momenti di dolore. Di solitudine, come quando anch’io ho rilevato l’azienda di famiglia, con debiti e ipoteche dopo la morte di mio padre. Ed avevo soli 22 anni, avevo ancora il ciuccio
eppure c’è l’ho fatta a cacciare via quelli di Equitalia.
Ma a 29 anni, ne dimostro 40
conosco la morsa allo stomaco di cui ogni tanto parli.
Grazie,Grazie e ancora grazie Max
Un abbraccio forte
ahahahhaha Max!!!! mi fai morire!!! Da come le racconti sembrano vere!!! Ma vai a lavorare va!!!!
Sei libero di non credere, anzi, non credere ad una sola parola di quello che dico.